Login   /  Registrati  

I prodotti pensati per te

Suite Processo Telematico

Avvocati pronti al PCT

Kleos

E' nata una nuova specie di avvocati. Liberi.

Suite Avvocato Elite

Il miglior software
per avvocati

AvvocatoMyWeb

Siti web d'eccellenza
per avvocati

Suite Ufficio Legale

Change the
way you win

Social Media: rischio od opportunità per gli avvocati italiani?

a cura dell’Avv.Sabrina Salmeri, twitter@Sabrina_Salmeri

Il social networking, chiamato anche "Web 2.0", può essere un modo economico per connettersi con amici, familiari e vecchie conoscenze o iniziare nuove relazioni, personali o di lavoro.

Mentre in America ormai circa il 43% degli avvocati è membro di almeno una rete sociale, in Italia i numeri si riducono notevolmente. L’avvocato italiano ha timore di non sapere gestire il social network oppure non ne ha realizzato l’utilità per la sua professione.

D’altro canto un orientamento consolidato del C.N.F. recita: “Il ripudio di mezzi pubblicitari di ogni genere costituisce tradizione e vanto dell'avvocatura italiana che nel corso dei decenni ha sempre confermato il rifiuto di emulazione diverse da una dignitosa gara di meriti dimostrati attraverso le opere e lo studio”. E di certo questo non incentiva l’avvocato a diventare un social user.

Tuttavia per gli avvocati i social media possono aiutare a rendere lo sviluppo del business più veloce, migliore e più economico.

E’ un dato di fatto che canali di marketing tradizionali continuano a dominare, ma, nella vita quotidiana, gli avvocati stanno iniziando ad utilizzare i più noti social network per approfondire le loro reti professionali oltre che per arricchire la loro vita sociale.

Mentre il più noto Facebook si porta dietro le polemiche sulla privacy, sulla nuova timeline e sulla miriade di giochini invasivi, Twitter è il più veloce veicolo di informazione, tanto veloce che anche molte testate giornalistiche lo hanno ormai eletto a fonte primaria di informazione.

Twitter nell’ultimo anno ha ampliato il suo bacino di utenti anche grazie a diversi personaggi del mondo dello spettacolo che, più o meno velatamente, ne incentivavano l’uso. E’ il caso ad esempio di Fiorello che nei giorni precedenti la diretta della puntata del varietà Ilpiùgrandespettacolodopoilweekend dava, tramite Twitter, indirizzi email ai quali scrivere (sempre diversi per ogni puntata) per essere invitati in trasmissione.

Anche la Gran Bretagna ha dimostrato molta attenzione al fenomeno social media nella professione forense, tanto che la Society Law, l’organo che regola l’attività dei professionisti, pochi mesi fa ha redatto un documento in cui, oltre a riconoscere la larghissima diffusione dei social network nella quotidianità e la grande opportunità di networking professionale, sostiene l’importanza della consapevolezza dei potenziali rischi nell’uso degli stessi, tra cui quello di infrangere il segreto professionale o di confondere il profilo personale con quello professionale.

In conclusione, se è vero che usare i social media è di grande aiuto nella professione forense, stiamo attenti a ciò che condividiamo e a come lo condividiamo: ogni tweet può sempre avere un retweet!

cedam        Utet        LEggi        IPSOA        OA

UTET GIURIDICA ® è un marchio registrato e concesso in licenza da De Agostini Editore S.p.A. a Wolters Kluwer Italia S.r.l.