La City of London Law Society (CLLS) si è unita alla lotta per difendere l'assistenza legale finanziata con fondi pubblici, a seguito di proposte del governo di tagliare i finanziamenti.

In una lettera aperta al presidente della Law Society Lucy Scott-Moncrieff, il presidente del CLLS Alasdair Douglas ha detto che le proposte del Ministero della Giustizia minacciano di danneggiare irrimediabilmente il sistema di giustizia.

 

“Non credo che sarebbe realistico per noi semplicemente opporci ai tagli finanziari in un momento di vera e propria difficoltà nazionale, senza essere in grado di offrire un'alternativa”. - scrive.

 

I governi che si sono succeduti negli anni hanno contribuito alle difficoltà di oggi. Per anni, il finanziamento pubblico in campo legale è stato una questione bandita.

 

Trovare un'alternativa praticabile alle proposte è importante "non solo per il futuro del settore legale e commerciale, ma anche per la reputazione del sistema legale inglese nei numerosi mercati esteri in cui opera".

 

Il segretario di Stato per la Giustizia Chris Grayling ha annunciato dei piani per impedire agli immigrati con il visto scaduto, i clandestini e richiedenti asilo respinti, di ricevere assistenza legale finanziata dallo Stato finché non abbiano vissuto nel Regno Unito legalmente per dodici mesi. Molte volte, infatti, secondo Grayling, si presenta il ricorso in Cassazione solo per ritardare l'esplusione dell'assistito. Ma gli avvocati parlano di discriminazioni.

 

Poi, gli avvocati, secondo la riforma forense, dovrebbero ricevere un caso senza essere scelti dal cliente.

Uno dei problemi principali di questa idea, come sottolineato dal Consiglio Nazionale Forense e della Law Society, è che gli imputati non avrebbero più accesso a specialisti nel loro campo, così Chris Grayling ha annunciato una inversione di marcia sulla proposta di eliminare il diritto dei clienti di scegliere il proprio avvocato.

 

Il presidente del Consiglio Nazionale Forense, Maura McGowan, è convinta che l'assegnazione secondo il prezzo competitivo non è un meccanismo idoneo per i contratti di assistenza legale.

 

I contratti di assistenza legale, insomma, non dovrebbero solo andare agli avvocati che sono disposti a fare il lavoro per il prezzo più basso.

 

Ma la riforma è necessaria per ridurre le spese, sostiene il Ministro.