Arrivano sanzioni per l'imprenditore trovato con lavoratori in nero anche se l’attività è occasionale e non continuativa. Lo stabilisce la Corte di Cassazione con sentenza 16340 depositata il 28 giugno 2013: è irrilevante l’iscrizione all’albo delle imprese artigiane dell’operaio trovato nel cantiere in nero. Nel caso in esame, nelle Marche, è stata confermata la sanzione di 45mila euro per quattro giorni.

I fatti. A seguito di un controllo effettuato in data 9 dicembre del 2003 da funzionari dell'lNPS di Arezzo presso un cantiere dove un imprenditore eseguendo lavori concernenti la realizzazione di un centro per anziani, veniva individuato quale lavoratore irregolare un uomo, sicché l'Agenzia delle Entrate di Pesaro, con avviso notificato il 22 aprile 2004, procedeva ad irrogare nei confronti dell'imprenditore (ex art. 3, comma 3, L 23-4-2002 n. 73) una sanzione amministrativa pecuniaria per la complessiva somma di euro 45.859,32.

 

Secondo la Guardia di finanza, l'operaio era soggetto al potere direttivo dell'imprenditore e non svolgeva quindi attività di lavoro autonomo. L'attività dell'uomo, però, essendosi protratta solo per quattro giorni, non poteva essere considerata continuativa. La Commissione Tributaria Provinciale (CTP) di Pesaro ha accolto il ricorso proposto dal contribuente, in quanto riteneva trattarsi di attività occasionale e non continuativa, senza elementi di lavoro subordinato.

 

La Commissione Tributaria Regionale ha rigettato l'appello, affermando che, data la occasionalità e la non continuità del lavoro del dipendente, non vi erano sicuri elementi per ritenerlo lavoratore dipendente in nero e ha annullato l'atto impositivo.

 

L'Agenzia ha proposto ricorso per Cassazione, che ha ribaltato completamente il verdetto di merito.

Infatti, la Suprema Corte afferma che non può escludersi che l'operaio fosse un dipendente solo per la brevità del rapporto con l'imprenditore. L'Agenzia non ha spiegato in alcun modo, nella sentenza della Ctr, perchè “un rapporto di lavoro, sia pur occasionale e non continuativo, non possa avere natura di rapporto di lavoro dipendente, e cioè di rapporto di lavoro caratterizzato dall'assoggettamento del lavoratore al potere ispettivo del datore di lavoro”. Non hanno rilevanza decisiva invece “l'iscrizione dell'operaio nell'albo delle imprese artigiane e la breve durata del rapporto,”.

Il caso passa nuovamente alla Ctr delle Marche che dovrà riesaminarlo alla luce delle indicazioni interpretative fornite dalla Cassazione.