Le donne possono avere tutto? Che cosa devono sacrificare? Se le donne potessero fare tutto da capo, rimarrebbero a casa con i figli? Lavorerebbero di meno? Di più? Che cosa possono e devono fare i datori di lavoro per accogliere le madri che lavorano? Circa un quarto degli intervistati (26%) della prima indagine sui genitori che lavorano (Working Parent Survey) svolta da Vault.com (negli Stati Uniti) lavora come avvocato e ha espresso opinioni e idee sulle politiche di congedo e flessibilità.


Le aziende più accomodanti per le madri che lavorano sono quelle di contabilità, mentre gli studi legali e di consulenza (in cui i professionisti in genere lavorano molte ore e viaggiano spesso) sono meno accomodanti.


Le risposte dei mille professionisti intervistati dipingono un quadro contrastante, anche se molti progressi sono stati compiuti per autorizzare gli avvocati a essere genitori.


Innanzitutto, il primo tema riguarda il tempo che le neo mamme chiedono al datore di lavoro prima e dopo la nascita per la cura per i loro neonati. Il 34% delle donne ha lavorato presso aziende che offrono 10-12 settimane di ferie pagate e il 44% ha lavorato presso aziende con più di 12 settimane di congedo pagato.


Più della metà delle madri ha anche approfittato di un ulteriore tempo non retribuito in aggiunta al loro congedo di maternità retribuito. Mentre molte neo mamme sono state soddisfatte della quantità di tempo offerto loro, altre ritenevano che il tempo era inadeguato e completavano il loro congedo di maternità con ferie e giorni di malattia.


Di ritorno dal congedo di maternità, le nuove madri (e i nuovi padri) richiedono alcuni servizi per l'infanzia, sale allattamento, asili o servizio di babysitter, ma a meno della metà degli intervistati che si sono identificati come madri (45%) sono stati offerti questi servizi.


Forse la sfida più grossa che i nuovi genitori devono affrontare al ritorno al lavoro sta nel bilanciare sia il lavoro che le esigenze della famiglia. Opzioni come il telelavoro o orari flessibili, che l'83% dei datori di lavoro intervistati ha offerto alle nuove madri, danno la libertà di scegliere dove e come lavorare. Tuttavia, questo tipo di flessibilità, in un campo come la legge, è difficile, con i clienti esigenti, orari imprevedibili, scadenze e ritmi frenetici che devono essere soddisfatti in un modo o l'altro.


Gli studi legali non sono l'ideale per le madri di bambini piccoli? Il part-time è poco pratico per gli avvocati, anche se è offerto, e anche se si può prendere tempo libero da dedicare ai bambini, portarli dal medico, partecipare a eventi scolastici e simili, ci sono pratiche che devono essere fatte in qualche modo, di notte, nei fine settimana o durante le vacanze.


Alcune donne, infine, esitano ad avere figli per paura di far deragliare la loro carriera. Insomma, non si può avere tutto.


Conciliare lavoro e famiglia? Per alcuni, la scelta è stata facile, hanno trovato la realizzazione personale nel lavoro sacrificando la genitorialità a tempo pieno. Altri stanno meglio a casa con i figli. La risposta più popolare? Quello che le donne volevano davvero erano maggiori opzioni a tempo parziale, per consentire un equilibrio tra lavoro e vita privata.


Uomini e donne chiedono congedi di paternità e maternità e flessibilità negli orari di lavoro. L'atteggiamento verso gli uomini che chiedono un congedo di paternità dopo la nascita di un bambino è terribile. Questo fa male agli uomini, alle donne, al datore di lavoro, ai clienti, e in realtà alla società in generale.