A qualche giorno dalla riforma della geografia giudiziaria, il CNF ha avviato il monitoraggio e la raccolta dei dati relativi alle criticità e disfunzioni sul territorio.


Lo scorso 16 settembre è stata inviata a tutti i presidenti degli Ordini forensi la circolare CNF N. 19-C-2013, chiedendo loro di informare gli Ordini distrettuali sullo stato dei fatti. Le informazioni dovranno poi pervenire al Consiglio Nazionale Forense che si farà carico di avviare i canali con le istituzioni competenti.

 

Intanto, il Ministero della Giustizia ha inviato una circolare a tutti gli Uffici giudiziari per chiarire che gli Ordini forensi istituiti presso i tribunali sopprimendi rimangono in vita almeno fino al 31 dicembre 2014 (per effetto della proroga contenuta nella legge di riforma dell’ordinamento forense) e continueranno a svolgere appieno le loro funzioni con riferimento al territorio corrispondente ai circondari dei tribunali soppressi. 

 

Nella circolare del CNF, firmata dal Presidente Guido Alpa, si legge che è indispensabile la “collaborazione per l’attuazione del monitoraggio sull’applicazione della riforma della geografia giudiziaria: prego, pertanto, gli Ordini distrettuali di raccogliere e segnalare prontamente ai nostri uffici le disfunzioni, le inefficienze e i ritardi che si verificheranno sul territorio di riferimento a partire dalla data odierna (16 settembre, ndr). Prego gli Ordini circondariali di convogliare le proprie rilevazioni verso gli Ordini distrettuali: il Consiglio nazionale si farà carico di attivare tutti i possibili canali con le istituzioni competenti.

Il CNF è altresì a disposizione per riscontrare i quesiti inerenti eventuali dubbi circa gli adempimenti degli Ordini, successivi alla riforma. Segnalazioni e quesiti potranno essere inviati al seguente indirizzo mail: urp@cnf.it”.

 

Al momento, si registrano criticità riguardanti date dei processi, trasferimenti del personale e sprechi per affittare e ristrutturare uffici e traslocare fascicoli e strutture.

 

Sulle proteste degli avvocati in tutta Italia, Nicola Marino, presidente dell’OUA, dichiara che “Le manifestazioni in corso in tutto il Paese contro la vergognosa e inutile chiusura di circa 1000 uffici giudiziari non possono essere trasformate in un problema di ordine pubblico. È una risposta autoritaria, sbagliata e sproporzionata rispetto a un problema reale e drammatico posto dalla cittadinanza”.