Sulla riforma dell’accesso alla professione di avvocati, notai e magistrati si è discusso la scorsa settimana al Ministero di Giustizia e si ripropone il tema in questi giorni, con il minstro Paola Severino, il vice capo del Dipartimento degli Affari di Giustizia, Marco Mancinetti, e alla presenza dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura e tutte le associazioni forensi. Per l’Oua sono intervenuti, il presidente Maurizio de Tilla e Paolo Maldari, componente della Giunta.


Si è discusso della necessità di una riforma forense per il rilancio della categoria e per scongiurare il sovraffollamento delle professioni. Gli avvocati, in Italia, sono oltre 230mila e una delle priorità è di approvare il numero chiuso nelle facoltà di Giurisprudenza. Sull'indirizzo francese, si dovrebbe aggiungere un corso annuale integrativo per un numero programmato di laureati. All'accesso al corso, infatti, in Francia, è previsto un severo esame e la scuola di formazione è gestita dall’avvocatura francese.
Forte qualificazione del percorso formativo ed elevazione del merito sono gli obiettivi della riforma per una competitività nel mercato del lavoro. Non tutti gli iscritti all'albo forense lavorano: circa il 40% sono disoccupati a causa dell’ingresso indiscriminato all'università e di aspettative sugli sbocchi che vengono sistematicamente deluse.

A giorni è previsto un decreto legge o un emendamento sul tema.
L'Oua nel frattempo propone sia il numero chiuso in tutte le facoltà di Giurisprudenza, che una selezione dopo il triennio per accedere al biennio di specializzazione in “professioni legali”, ovvero avvocati, magistrati e notai.
Intanto, chi è già sul mercato, deve essere competitivo e differente nella tecnologia e non solo. Il Software Legale punta agli avvocati di domani.