Dal 27 novembre 2012, l'Italia ha definitivamente approvato la legge che equipara i figli nati dentro e fuori dal matrimonio, allineandosi con il resto del mondo.
Con questa legge si superano pregiudizi e si riconoscono anche i figli nati da persone tra le quali esiste un vincolo di parentela.

Viene modificato anche l'art. 250 così che, dopo il rifiuto di un genitore al primo riconoscimento, non si apra subito la strada del contenzioso, ma si possa piuttosto ragionare a mente fredda.
Il Tribunale ordinario sarà, per la prima volta, competente per i procedimenti relativi agli articoli 317 bis e 316 per l'affido e il mantenimento dei minori e nei casi di cui all'art. 333 se è pendente tra le parti un giudizio di separazione o di divorzio.

La legge consta di sei articoli e modifica il codice civile in modo da eliminare ogni distinzione di status fra i figli nati dentro e fuori dal matrimonio, uniformando il loro diritto al mantenimento, all’educazione ed all’assistenza morale, al godimento di relazioni di parentela con i conseguenti effetti anche patrimoniali. Il giudice può imporre al genitore di prestare garanzie personali o reali per il mantenimento dei figli.