Non è reato, ma illecito amministrativo, il consumo di droga in gruppo. Le Sezioni Unite della Cassazione si sono espresse su un conflitto di interpretazione sorto dopo la legge Fini-Giovanardi del 2006.
È dunque penalmente irrilevante il consumo di sostante stupefacenti in gruppo, nella duplice ipotesi di mandato all’acquisto o dell’acquisto comune.

Il dubbio riguardava il concetto di uso esclusivamente personale. Una sentenza della Sezione Sesta della Cassazione, la 8366 del gennaio 2011, spiegava che l’acquisto o la detenzione di stupefacente destinato ad essere consumato in tempi certi da un gruppo di soggetti, era da ritenersi un illecito amministrativo, rientrando nell’uso esclusivamente personale.
Di parere contrario un’altra sentenza della Sezione Terza della Cassazione, la 35706 dell’aprile 2011, che sostiene l’incompatibilità tra uso collettivo e uso personale dello stupefacente.


Condividendo l'interpretazione della prima sentenza, il gup di Avellino il 28 giugno 2011 aveva dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di un uomo "perché il fatto non sussiste", per il reato di uso di stupefacenti. La parte civile ha presentato ricorso e su questo si sono pronunciate le Sezioni unite penali, che l’hanno rigettato, sostenendo dunque la fondatezza dell’orientamento adottato in modo unanime prima della legge n.49 del 2006.