Quando il marito cambia sesso, il matrimonio è ancora valido. Lo scorso 9 febbraio, il Tribunale di Reggio Emilia ha accolto il ricorso di un cittadino brasiliano sposato con una cittadina italiana da sei anni a cui era stato negato dalla polizia il permesso di soggiorno per motivi familiari.
Anche se l'uomo è diventato donna resta maschio all'anagrafe e quindi, se per la polizia il brasiliano avrebbe contratto un matrimonio fittizio, il giudice civile Annamaria Casadonte ha accolto il suo ricorso riconoscendo il diritto al permesso di soggiorno.


Una lunga sentenza in cui il giudice rammenta che nel 2008 la Corte Costituzionale tedesca tacciò di illegittimità una norma che obbligava allo scioglimento del matrimonio prima del cambio di sesso ed evidenzia come alcuni soggetti, dopo l'operazione, “possano avere in alcuni casi orientamento sessuale diretto nei confronti delle persone appartenenti non al genere da cui provengono ma al genere col quale si identificano”.


Inoltre, “soltanto la rettificazione anagrafica di attribuzione di sesso, disposta con sentenza passata in giudicato, può essere causa di divorzio”.


Ogni ulteriore ingerenza nella vita privata della coppia, anche per accertarsi che il matrimonio non sia fittizio, è incompatibile con l'articolo 29 della Corte Costituzionale.