Se ti rivolgi a qualcuno chiamandolo “iettatore” commetti un reato. Lo ha stabilito la Cassazione con una sentenza depositata il 6 marzo 2013, convalidando una condanna per diffamazione nei confronti di un conduttore di una emittente radiofonica di Altamura, “Radio Regio Stereo”. L'uomo era stato già condannato dalla Corte d'Appello di Bari per diffamazione verso diverse parti offese, in particolare, si era rivolto ad una persona dicendogli: "Porta male, tanto che devo toccare ferro perché porta anche sfortuna".


È reato di diffamazione, secondo la Suprema Corte, in quanto rientra in quei casi in cui si adoperano termini che risultano “offensivi, in base al significato che essi vengono oggettivamente ad assumere, a prescindere dal loro spessore culturale e dalla loro base scientifica, nella comune sensibilità di un essere umano, collocata in un determinato contesto storico e in un determinato contesto sociale".


I giudici della quinta sezione penale hanno sottolineato che "la dannosità di false credenze popolari è empiricamente rilevabile al di là di singoli casi di cronaca che hanno avuto estrema risonanza nella pubblica opinione, anche, specialmente, nella storia dell'umanità". Infatti, "il sapere superstizioso diretto a distinguere e a disprezzare categorie sociali identificate per sesso, religione, colore, pelle, etnia culturale" ha portato nel tempo a preoccupanti "emarginazioni, discriminazioni e persecuzioni".

1 commento

06.05.2013

Nunzio

Magari fosse l'unica cosa che ha detto questo soggetto attraverso la sua radio !! ha usato ripetute volgarità e offese quotidiane.