Il servizio idrico non può essere privatizzato e la volontà dei cittadini non può essere ignorata. A sottolineare questi principi, è stata la Corte Costituzionale con la sentenza n. 199/2012 che ha dichiarato l’illegittimità della liberalizzazione dei servizi idrici prevista dalla seconda manovra correttiva del governo Berlusconi. L’articolo 4 del D.L. 138, in data 13 agosto 2011, prevedeva che gli enti sul territorio verificassero “la realizzabilità di una gestione concorrenziale dei servizi pubblici locali“, “liberalizzando tutte le attività economiche compatibilmente con le caratteristiche di universalità e accessibilità del servizio“. La Corte Costituzionale ha giudicato incostituzionale proprio l’articolo 4, perché viola l’articolo 75 della Costituzione che vieta il ripristino di una normativa abrogata dalla volontà popolare attraverso referendum. La sentenza boccia anche gli interventi di Monti, in particolare il decreto "Cresci Italia" e la "Spending Review", e ristabilisce i valori e i poteri della democrazia.

1 commento

16.11.2012

Antonio

ciao