Non è reato di abbandono se il proprietario di un cane lascia l'animale in un canile privato anche se indietro con il pagamento. La terza sezione penale della Corte di Cassazione con una sentenza ha annullato "perchè il fatto non sussiste" una multa di 3.000 euro inflitta dal gup di Bassano del Grappa nei confronti del proprietario di due cani meticci, lasciati in custodia in una pensione per animali dove non è mai andato a riprenderli.
Secondo la Corte il proprietario del cane deve essere assolto perchè "questa situazione di abbandono non può ravvisarsi nel solo comportamento del proprietario che affidi il suo cane ad una struttura o allevamento privato, il quale, sulla base di uno specifico contratto oneroso assuma verso il proprietario l'obbligazione di custodire e curare l'animale ed evitare i pericoli per la sua incolumità, provvedendo, anche in caso di bisogno, le necessarie prestazioni sanitarie e ai mezzi terapeutici".


La suprema Corte aggiunge che il reato di abbandono non sussiste neanche se il proprietario ha sospeso il pagamento del corrispettivo al canile, in quanto si tratterebbe di un "inadempimento contrattuale" ma paradossalmente in questo caso nei guai finirebbe il responsabile del canile perchè il codice penale punisce chi priva gli animali “delle prestazioni idonee ad assicurare le esigenze psicofisiche” tanto da esporli “a pericolo per la loro incolumità”.

Il proprietario della pensione, fortunatamente non ha interrotto le cure agli animali e, dopo aver sollecitato più volte i pagamenti all'uomo, ha avvertito l'Asl che ha affidato i cani al canile municipale.

1 commento

19.11.2016

Walter

Ma come ha fatto ad affidare i cani tramite ASL? Conosco un caso simile (sono interessato perché vorrei adottare l'animale) ma la pensione ha notevoli problemi burocratici con la ASL (nel caso di Arezzo)