Per la Cassazione un medico obiettore di coscienza non può negare cure dopo l'aborto volontario in ospedale. Una sentenza, quella del 2 aprile 2013, che ribadisce quanto sancito dall'aricolo 9 della legge 194 sull'aborto. L'obiezione di coscienza, infatti, esonera il personale sanitario dalle procedure di interruzione della gravidanza, ma non dall'assistenza prima e dopo l'intervento.

La Cassazione ha confermato la condanna a un anno di carcere emessa nel dicembre scorso dalla Corte d’Appello di Trieste per omissione di atti d’ufficio con interdizione dall’esercizio della professione medica a una dottoressa di un ospedale in provincia di Pordenone.


La dottoressa, nel caso specifico, come medico di guardia non ha prestato assistenza ad una donna che aveva abortito e rischiava un'emorragia, nonostante le richieste dell'ostetrica e degli ordini impartiti telefonicamente dal primario e dal direttore sanitario che l’aveva visitata.


La stessa si è difesa sostenendo che l’obiezione si riferisce anche all’assistenza antecedente e conseguente all’intervento.


La sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha invece confermato il reato dal momento che l’imputata ha “rifiutato un atto sanitario, peraltro richiesto con insistenza da personale infermieristico e medico, in una situazione di oggettivo rischio per la paziente”, tanto che il primario si è precipitato in ospedale per intervenire d’urgenza.


Secondo la Cassazione, la legge 194 “esclude che l’obiezione possa riferirsi anche all’assistenza antecedente e conseguente all’intervento, riconoscendo al medico obiettore il diritto di rifiutare di determinare l’aborto (chirurgicamente o farmacologicamente), ma non di omettere di prestare assistenza prima o dopo” per garantire “la tutela della salute e della vita della donna”.


Per finire, “il diritto dell’obiettore affievolisce, fino a scomparire, di fronte al diritto della donna in imminente pericolo a ricevere le cure per tutelare la propria vita e la propria salute”, siano queste anche nel corso di “interruzione di gravidanza”.