Abolite le tariffe forensi, come avviene la liquidazione dei compensi agli avvocati nei tribunali? Il testo del dl Liberalizzazioni (Decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1) è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 marzo 2012, n. 71 dopo la definitiva approvazione della Camera dei Deputati. Tra le novità, sono state abolite le tariffe professionali, comprese quelle degli avvocati. Tuttavia, poiché il compenso degli avvocati si applica anche con la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, occorrono dei parametri per la valutazione delle competenze da parte dei magistrati. Per il momento, nei tribunali, non avendo linee guida, rinviano sine die la liquidazione degli avvocati. Il Ministero della Giustizia ha proposto una bozza di regolamento al Consiglio di Stato che, dopo le sue valutazioni, ha espresso delle modifiche, riguardanti la valutazione di alcuni parametri.
L'obiettivo dell'intervento normativo è volto al corretto e rapido svolgimento dell'attività giudiziale di liquidazione del compenso dei professionisti oltre a regolare la concorrenza, stabilendo criteri lineari e applicabili uniformemente.
Nella liquidazione, il giudice dovrà tener conto del valore, della natura e della complessità della controversia, delle condizioni di urgenza, risultati e vantaggi ottenuti dal cliente, impegno profuso.


Il Consiglio Nazionale Forense non è pienamente soddisfatto. Il ministero avrebbe dovuto almeno provvedere a fornire i nuovi compensi corredando le scelte di adeguata motivazione.


Il Consiglio di Stato, con parere 21 giugno 2012 n° 3126, ha accettato il regolamento auspicando, tuttavia, alcune modifiche. In particolare, suggerisce di non adeguare necessariamente le tariffe all'incremento Istat per le professioni liberali: "l'adeguamento può anche avvenire in misura inferiore all'indice Istat soprattutto in un momento in cui gran parte del Paese è stata chiamata a sostenere sacrifici per far fronte alla contingenza economica e finanziaria. Tali considerazioni sono ancor più valide oggi con l'aggravarsi della crisi finanziaria, e inducono a suggerire di contenere l'adeguamento rispetto alle precedenti tariffe in misura inferiore a quello indicato dall'amministrazione".


Inoltre, chiede di inserire nell'art. 1 un nuovo comma che prevede l'obbligo per il professionista di produrre in giudizio il preventivo di massima reso al cliente, stabilendo che la sua assenza costituisca elemento di valutazione negativa da parte del giudice al fine della riduzione del compenso da liquidare. Ancora, si richiede un aumento del compenso in caso di rapidità del giudizio se dipende da scelte processuali dell'avvocato.


Si aspetta adesso il regolamento definitivo e la sua ufficializzazione per conoscere le reazioni degli avvocati.

2 commenti

31.07.2012

Piero Caspanello

Spiegati meglio, che vuol dire vuoti e sovrapposizioni di valore??

29.07.2012

Roberto Arcella

Nessuno si è accorto che gli scaglioni tariffari per gli Avvocati, nella bozza di aregolamento, sono errati (vedi ad esempio per il precetto e per i procedimenti di ingiunzione, ci sono vuoti e sovrapposizioni di valore)?